Le Medical Humanities per essere Medici migliori

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In precedenti numeri di Pain Nursing Magazine è stato fatto cenno alla Medicina della Complessità e dei Sistemi Biologici, alla Medicina di Precisione e alla Medicina Narrativa. Temi apparentemente nuovi, ma che rappresentano in realtà rivisitazioni di procedure attuali e moderne. Procedure tutte volte a realizzare, alla luce delle opportunità che la tecnologia moderna mette a disposizione, un ritorno alla Medicina-per-l’uomo. Dunque, una Medicina intesa come espressione alta del rapporto fra Medico e Paziente – rapporto recepito oggi come alleanza diagnostica e terapeutica, laddove cominciano ormai ad essere non più opportuni, ovvero praticamente desueti, i termini di compliance e, addirittura, di adherence.
L’espressione Medical Humanities viene utilizzata così perché non esiste in italiano un’espressione che ricopra lo stesso ambito semantico – dato che non possiamo correre il rischio di creare quegli equivoci che sorgerebbero se utilizzassimo un equivalente che faccia riferimento alla “umanizzazione della medicina”. Anche se alcuni decreti legislativi vi hanno fatto ricorso negli anni ’90 – nel delineare il profilo rinnovato del Servizio Sanitario Nazionale – ed anche se l’esercizio della medicina rappresenta l’azione umanitaria per eccellenza, le Medical Humanities sono altro.
Certamente nel termine Humanität usato da Kant troviamo il significato che possiamo riferire a cortesia e a gentilezza, ma troviamo un riferimento all’umanità, ai doveri verso se stessi, ma anche, e soprattutto, ai doveri verso gli altri – e così torniamo alla formulazione latina del Medico come vir bonus, sanandi peritus (persona buona, esperta nel curare). Ma dal buon Medico moderno ci si aspetta altro: competenza scientifica, attitudine al metodo fisiopatologico, esperienza nell’arte terapeutica. Il buon Medico moderno deve avere anche eccellenti competenze comunicative, orientate verso il rispetto dell’autodeterminazione della persona malata. Il Medico degli anni 2000 deve avere, infine, anche competenze gestionali ed organizzative nell’ambito del management dei project processes nei quali è coinvolto. Se da un lato siamo passati dal Paziente che dimostrava una stretta compliance nei confronti delle decisioni mediche, al Paziente che dimostrava una corretta adherence alle decisioni mediche, ora finalmente puntiamo a un rapporto ispirato a un’alliance Medico-Paziente nell’ambito della Medicina della Complessità che trova esito e compimento nella Medicina Narrativa – intesa come strumento indispensabile per una profonda conoscenza delle diverse problematiche della persona malata, volta ad ottenere risultati comunque migliori.
Dunque è cambiato profondamente il rapporto fra chi fornisce competenze e servizi per la salute e il ben-essere (vedi gli stili di vita e le attività di prevenzione) e chi li riceve: è cambiato il modo di stabilire e condurre una relazione di cura (vedi anche i sistemi multimediali da- e per- il medico così come da- e per- il paziente).
Altro tema di fondamentale importanza in questo ambito vasto è quello rappresentato dalle problematiche bioetiche che, soprattutto recentemente, hanno incontrato nuovi spunti di riflessione e di intervento, sollecitati dai casi esplosi sulle cronache e sollecitando la definizione delle possibilità di intervento sul piano sanitario, bioetico (appunto) e politico.
Quindi possiamo definire le Medical Humanities come l’espressione di un cambiamento della mission e dell’immagine stessa della Medicina mediante la mobilitazione e il perfezionamento di tanti e diversi saperi, in una sorta di empowerment condiviso e collettivo. Le Medical Humanities guardano alla tutela della salute e del ben-essere come responsabilità collettiva, abbracciando l’intero panorama dei problemi di salute sul piano vasto dell’antropologia e delle finalità di cura. Nei fatti, le Medical Humanities sono un luogo nel quale la Medicina rafforza i propri rapporti con le scienze sociali e comportamentali, entrando in dialogo con la filosofia morale e con la biologia etica. In estrema sintesi, le Medical Humanities si propongono di ricondurre la pratica della sanità ai suoi obiettivi originari: essere una Medicina-per-l’uomo, in un contesto sociale e culturale sempre più esteso e diversificato, allo scopo di favorire una sempre maggiore comprensione del sé, dell’altro e del processo preventivo e terapeutico.

Stefano Coaccioli
Editor in Chief