Un capitolo recentemente pubblicato nel volume Adjunctive Analgesic Strategies for the Bedside Clinician and Beyond propone una serie di casi clinici che illustrano il potenziale dell’arteterapia come intervento complementare nella gestione del dolore. Gli autori descrivono come le attività artistiche possano contribuire ad affrontare non solo la componente fisica del dolore, ma anche le sue dimensioni emotive, psicologiche ed esistenziali, spesso non completamente intercettate dagli approcci strettamente biomedici.
I casi presentati riguardano contesti clinici molto diversi, tra cui dolore cronico, dolore postoperatorio in età pediatrica, dolore di origine traumatica con componente psicosomatica, sofferenza nelle cure palliative ed emicrania cronica. Attraverso strumenti espressivi quali body mapping, collage narrativo, disegno simbolico, scultura e attività artistiche di gruppo, i pazienti sono stati accompagnati nell’esplorazione e nella rappresentazione della propria esperienza di malattia e di dolore.
Secondo gli autori, questi percorsi hanno favorito una maggiore capacità di esprimere emozioni difficili da verbalizzare, una migliore regolazione emotiva, una riduzione dell’ansia correlata al dolore, una maggiore adesione ai trattamenti e un rafforzamento della percezione di controllo sulla propria condizione. Tra gli esempi descritti, una paziente con fibromialgia ha utilizzato il body mapping e il collage per rielaborare la propria identità oltre la malattia cronica, mentre un bambino nel postoperatorio ha espresso attraverso il disegno simbolico paure e preoccupazioni, migliorando la collaborazione con il personale sanitario. In altri casi, l’attività artistica ha favorito l’elaborazione di esperienze traumatiche, sostenuto il percorso di riconciliazione emotiva nelle cure palliative e, nei gruppi di donne con emicrania cronica, promosso condivisione, riduzione del senso di isolamento e sviluppo di strategie di coping.
Pur trattandosi di una raccolta di casi clinici e non di uno studio sperimentale, il contributo richiama l’attenzione sul possibile ruolo dell’arteterapia come intervento centrato sulla persona e integrato in un approccio multidisciplinare al dolore. L’espressione creativa viene proposta come strumento capace di favorire la costruzione di significati, migliorare la comunicazione tra paziente e curanti e sostenere la resilienza psicologica, in linea con la concezione biopsicosociale del dolore.
Riferimento bibliografico
Varrassi G, Corriero A, Farì G, Gharibo C, Javurkova A, Leoni MLG, Puntillo F, Raudenska J. Case Studies in Art Therapy. In: Reinert JP, Branam DL, Veronin MA, Papadimos TJ (a cura di), Adjunctive Analgesic Strategies for the Bedside Clinician and Beyond. Springer, Cham. DOI: 10.1007/978-3-032-21675-5_35.

