Anno Europeo contro il Dolore Viscerale

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Ogni anno la Federazione Europea (EFIC®) dei Capitoli Nazionali dell’Associazione Internazionale (IASP®) per lo Studio del Dolore dedica un’attenzione particolare ad uno specifico tema di grande interesse e di vasta diffusione: il 2013 è l’anno dedicato al Dolore Viscerale (DV). Considerata una vera e propria “epidemia silenziosa”, tanto che si può ritenere che pressoché ogni individuo abbia presentato almeno un episodio di DV acuto, ma che è altrettanto dimostrato come il DV sia sottovalutato nelle sue diverse forme croniche.

Il Prof. Chris Wells – Presidente eletto di EFIC® e Presidente della Commissione EFIC® per questa tematica – ha recentemente dichiarato che “il DV è il dolore a carico degli organi interni … che può avere cause organiche, ma anche cause funzionali, senza cioè danni rilevabili ad organi o apparati … la sua forma acuta può talvolta rappresentare una minaccia per la vita – ed è seconda solo ai traumi come causa di accesso al Pronto Soccorso”, mentre le forme croniche sono tanto subdole quanto spesso trascurate sui piani fisiopatologico ed epidemiologico, e a livello diagnostico e terapeutico.

La prevalenza del DV è allarmante: si calcola che circa il 20-30% della popolazione generale presenti dispepsia, più o meno severa, ma che in meno della metà di questa percentuale di pazienti venga riconosciuta una causa organica; la sindrome del colon irritabile arriva a colpire quasi un quarto della popolazione, mentre il dolore mestruale interessa circa il 10% delle donne e, infine, le donne soffrono di DV con una incidenza tre volte superiore rispetto al genere maschile.

C’è quindi un primo dato interessante che emerge – oltre alla diffusione generale – e che richiede una particolare attenzione: sembra infatti confermato che il DV rappresenti molto spesso un dolore-di-genere e, altrettanto spesso, possa essere classificato nell’ambito dei disordini funzionali e dei quadri morbosi legati sia allo stress sia ad un particolare profilo ormonale – quale quello femminile.

Un ulteriore aspetto di difficile soluzione è rappresentato dal fatto che il DV cronico presenta non solo difficoltà diagnostiche, ma anche, e soprattutto, un arduo approccio terapeutico.

Per meglio comprendere il DV nelle diverse caratterizzazioni nosografiche, l’EFIC® ha realizzato alcune schede approfondite sui diversi tipi di DV. Sul sito web EFIC® (www.efic.org) queste schede sono a disposizione di tutti, perché da un’efficace comunicazione e da una capillare diffusione di una problematica tanto complessa, potranno essere raccolti i dati epidemiologici e clinici per una migliore comprensione di una patologia tanto diffusa. In modo parallelo, la ricerca biomedica sta affrontando il problema della individuazione di biomarcatori e di tecniche di imaging in grado di fornire al clinico gli elementi di diagnostica differenziale indispensabili per un corretto approccio al paziente.

Il ruolo che il nursing può e potrà svolgere nell’ambito del DV – specie nelle forme croniche – è evidente: la rilevazione e il monitoraggio della sintomatologia. È esperienza comune che il dolore in genere, e il DV in particolare, si presenti spesso improvvisamente, senza segni premonitori ed in momenti nei quali solo il nursing è vicino al paziente. Una semplice scheda potrà allora fornire una guida metodologica tanto utile quanto pratica e di facile utilizzazione.

Buona lettura!

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