La gestione del dolore nel paziente pediatrico: dall’analisi delle criticità al miglioramento delle pratiche assistenziali

L’esperienza dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta

Marilena Papa1, Agostino Imperatore2, Maddalena Casale3

1Coordinatrice  infermieristica UOC di Pediatria con Pronto Soccorso Pediatrico, AORN Sant’Anna e San Sebastiano, Caserta

2Dirigente medico di I livello UOC di Pediatria con Pronto Soccorso Pediatrico, AORN Sant’Anna e San Sebastiano, Caserta

3Professore Associato, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” di Napoli

Un problema ancora sottovalutato nella pratica clinica

Il dolore in età pediatrica continua a rappresentare una delle sfide più rilevanti per l’assistenza infermieristica contemporanea. Nonostante i progressi normativi e scientifici, tra cui l’introduzione della Legge 38/2010, la sua valutazione e gestione risultano ancora frequentemente inadeguate. Dati nazionali indicano che circa il 60% dei bambini che accedono al Pronto Soccorso presenta dolore, ma tale sintomo viene spesso sottostimato o trattato in modo non proporzionato.

Questa criticità assume un rilievo non solo clinico, ma anche etico. L’esposizione a stimoli dolorosi non adeguatamente controllati può determinare effetti negativi a breve termine, come l’aumento della risposta neuroendocrina allo stress, e conseguenze a lungo termine, tra cui alterazioni persistenti del sistema nervoso. In questo scenario, il ruolo dell’infermiere è centrale: riconoscere, valutare e trattare il dolore nel bambino rappresenta una competenza imprescindibile e non delegabile.

L’esperienza sul campo: analisi delle pratiche assistenziali

Nel 2022, presso l’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, è stato condotto uno studio osservazionale descrittivo con l’obiettivo di indagare le conoscenze e le pratiche degli operatori sanitari nella gestione del dolore pediatrico.

L’indagine, condotta su 62 professionisti afferenti alle unità di Pediatria, Pronto Soccorso Pediatrico, Terapia Intensiva Neonatale e area neonatale, ha evidenziato importanti criticità: una formazione specifica insufficiente, con il 66% degli operatori che non aveva partecipato a corsi dedicati; un utilizzo estremamente limitato delle scale algometriche validate (solo il 10%); una prevalente valutazione del dolore basata su parametri fisiologici o sul riferito dei genitori, piuttosto che su strumenti standardizzati; uno scarso impiego delle tecniche non farmacologiche, nonostante la loro ampia conoscenza teorica (Figure 1-4).

Questi dati confermano come la mancanza di formazione strutturata e di processi standardizzati rappresenti uno dei principali ostacoli a una gestione efficace del dolore nel bambino.

Figura 1 – Formazione specifica: il 3,5% ha partecipato solo ai corsi obbligatori, il 36% a un numero inferiore di 5 corsi e il 39% a 5-10 corsi. Inoltre, il 66% non ha partecipato a corsi specifici sulla gestione del dolore

 

 

 

 

 

 

 

Figura 2 – Riguardo alla tempistica con la quale gli operatori valutavano e misuravano il dolore, il 74% rispondeva di valutare il dolore più volte nel turno; il 18% prima e dopo analgesia; il 4% mai; il 2% solo dopo analgesia; il 2% solo prima analgesia

 

Figura 3 – Le scale del dolore maggiormente conosciute dal personale intervistato risultavano essere la NRS, la VAS e la Wong Baker (figura 4). Tra le “altre” n. 2 operatori hanno dichiarato di conoscere la EDIN e n. 1 la NIPS. Solo il 10%, però, utilizzava le scale algometriche. Il 73% degli operatori valutava il dolore basandosi esclusivamente su parametri fisiologici. Il 17% sulla base di quanto veniva riferito dai genitori.

 

 

 

Figura 4 – L’85% dichiarava di conoscere le tecniche non farmacologiche, tuttavia, il 68% non le impiegava per la gestione del dolore; l’11% usava somministrare soluzione glucosata per os, l’8% utilizzava la distrazione, il 5% la saturazione sensoriale, il 3% il gioco, il 2% rilassamento e ambiente, l’1% dichiarava di servirsi di empatia e dialogo quali strumenti per controllare il dolore nei bambini

Il cambiamento: formazione esperienziale e standardizzazione dei processi

A partire dai risultati emersi, è stato avviato un intervento di miglioramento basato su due direttrici principali: la formazione esperienziale e l’implementazione di percorsi assistenziali dedicati.

Il personale sanitario è stato coinvolto in programmi formativi strutturati, con particolare enfasi sulla simulazione ad alta fedeltà. L’utilizzo di manichini pediatrici avanzati ha consentito di ricreare scenari clinici realistici, favorendo l’acquisizione di competenze tecniche e non tecniche, tra cui il lavoro in team, la comunicazione e il decision-making.

Parallelamente, è stato introdotto un Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) specifico per il dolore pediatrico e sono state integrate nella cartella clinica elettronica scale di valutazione validate, quali FLACC, Wong-Baker e NRS.

I risultati: un miglioramento significativo degli outcome

L’intervento ha prodotto un cambiamento sostanziale nelle pratiche assistenziali:

* la valutazione del dolore è passata dal 10% al 100% dei pazienti pediatrici;

* le scale algometriche vengono oggi utilizzate sistematicamente dall’accoglienza in triage fino alla dimissione;

* oltre il 60% dei pazienti trattati ha registrato una riduzione del dolore di almeno 2 punti;

* si è osservato un incremento significativo nell’uso combinato di strategie farmacologiche e tecniche non farmacologiche.

Un ulteriore elemento di valore è rappresentato dal miglioramento del lavoro di équipe e della comunicazione con il bambino e la famiglia, aspetti fondamentali in ambito pediatrico.

Implicazioni per la pratica infermieristica

L’esperienza descritta evidenzia in modo chiaro come il riconoscimento e la gestione del dolore nel bambino debbano essere considerati parte integrante della qualità dell’assistenza. La valutazione del dolore non può essere lasciata alla soggettività dell’operatore, ma deve basarsi su strumenti validati, applicati in modo sistematico e documentato.

Per l’infermiere, ciò implica:

* sviluppare competenze specifiche nella valutazione multidimensionale del dolore;

* utilizzare scale adeguate all’età e alle condizioni del paziente;

* integrare interventi farmacologici e non farmacologici;

* garantire una comunicazione efficace con il bambino e i caregiver.

Verso un ospedale “senza dolore”

La gestione del dolore in età pediatrica rappresenta un imperativo etico, oltre che clinico. L’esperienza dell’AORN di Caserta dimostra che il cambiamento è possibile, ma richiede investimenti concreti in formazione, organizzazione e cultura professionale.

Superare il trattamento insufficiente del dolore significa andare oltre la semplice conoscenza teorica e adottare un approccio sistematico, basato su evidenze scientifiche e su pratiche assistenziali standardizzate. In questo percorso, la formazione esperienziale e la simulazione ad alta fedeltà si confermano strumenti strategici per trasformare il sapere in competenza operativa.

Per gli infermieri, saper riconoscere e gestire il dolore nel bambino non è solo una competenza tecnica: è un indicatore di qualità dell’assistenza e un elemento fondamentale per garantire cure realmente centrate sul paziente pediatrico.

Letture consigliate

  1. FNOPI Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche 22 Marzo 2025.
  2. Derbyshire SWG, Fitzgerald M. The painful consequences of neonatal nociceptive input. Pain. 2010 Aug;150(2):220-221. doi: 10.1016/j.pain.2010.04.032.
  3. Benini F, Manfredini L, Papacci P. Valutazione del dolore in età pediatrica. In: Ministero della Salute. Il dolore nel bambino, strumenti pratici di valutazione e terapia. Roma: 2010
  4. Fink W, Raffa RB. A Pluripotent Progression of the Gate Control System Theory of Pain – Modeling Ascending & Descending Pain Pathways as a Lotka-Volterra Coupled Control & Feedback Loop. J Pain Res. 2025 Aug 26;18:4373-4385. doi: 10.2147/JPR.S525449.
  5. Benini F, Castagno E, Urbino AF, Fossali E, Mancusi RL, Milani GP. Pain management in children has significantly improved in the Italian emergency departments. Acta Paediatr. 2020 Jul;109(7):1445-1449. doi: 10.1111/apa.15137.
  6. Kurz S, Lohse J, Buggenhagen H, Schmidtmann I, Laufenberg-Feldmann R, Engelhard K. Improving competence and safety in pain medicine: a practical clinical teaching strategy for students combining simulation and bedside teaching. BMC Med Educ. 2021 Feb 25;21(1):133. doi: 10.1186/s12909-021-02554-6.Questionario di valutazione del fabbisogno formativo “Valutazione e trattamento del dolore in età pediatrica” 
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