Meditazione e dolore

La meditazione nel dolore cronico
Negli ultimi trent’anni una ricerca considerevole ha esaminato gli effetti psicologici e fisiologici della meditazione e delle pratiche meditative, di cui se ne dispongono un’ampia varietà per le cure della salute. Esiste da secoli una forma di meditazione alquanto semplice, ma piuttosto efficace che si chiama mindfulness che possiamo tradurre in italiano con il termine “consapevolezza”. Questa pratica si basa sulla consapevolezza del momento presente, dell’essere “qui ed ora”. Un modo semplice di prendere coscienza di sé e di quanto avviene non solo intorno a noi, ma soprattutto dentro di noi. Molti studi ne hanno attestato la validità, ma sono ancora molti gli scienziati che si dedicano alla scoperta di nuove applicazioni riguardo la “Mindfulness”.
Uno studio condotto da ricercatori statunitensi della Brown University ha indagato gli effetti neurofisiologici della meditazione su un gruppo di volontari, scoprendo che questa pratica offriva un maggiore controllo sui ritmi sensoriali alfa corticali che aiutano a regolare i processi celebrali e filtrano le sensazioni psico-fisiche, tra cui dolore, ricordi e consapevolezze depressive.
La particolarità della pratica, che si basa proprio sulla consapevolezza e la focalizzazione sulle sensazioni corporee e sul respiro, crea una connessione intima tra mente e corpo. Questo ripetuto focalizzare sensoriale migliora il controllo sui ritmi alfa localizzati nella corteccia somatosensoriale primaria, dove le diverse sensazioni del corpo sono mappate dal cervello, come fanno notare i ricercatori.
Il passo da compiere, da parte del praticante, diviene dunque quello di imparare a controllare e focalizzare la propria attenzione al momento presente, in modo da sviluppare la capacità di modulare i ritmi sensoriali alfa corticali che, a sua volta, permette una filtrazione ottimale delle informazioni sensoriali.
Chi medita non solo impara a controllare quelle sensazioni corporee specifiche che richiedono attenzione, sottolineano gli autori, ma impara anche come regolare l’attenzione, in modo che non si sbilanci verso sensazioni fisiche negative, come il dolore cronico o la depressione.

Effetti della meditazione a livello cerebrale
In uno studio effettuato da Craigmyle NA et al., con l’ausilio della risonanza magnetica funzionale, sono stati messi in luce alcuni degli effetti della meditazione a livello cerebrale e si è visto come alcuni centri diventino attivi durante questa pratica. In particolar modo si è notato che si attiva il cingolo anteriore (AC) che modula sia il sistema periferico nervoso simpatico (SNS) che il locus coeruelus centrale (LC). Sono sistemi noradrenergici che formano il sistema neuromodulatorio principale in grado di regolare in diversi modi sia le cellule neuronali che non neuronali per massimizzare l’adattamento in diversi ambienti. Il LC è la fonte primaria di noradrenalina a livello centrale ed è quasi la fonte esclusiva di noradrenalina corticale. Normalmente sono attivati da stimoli ascendenti nuovi e il cingolo anteriore inibisce per via riflessa il sistema nervoso simpatico, abbassando così la produzione di noradrenalina a livello periferico ed attivando invece il LC centrale per produrre noradrenalina a livello corticale. Questo effetto, soprattutto a livello corticale, spiega perché con la meditazione si riesce ad ottenere un miglioramento delle funzioni cerebrali e dell’attenzione. Le azioni del cingolo anteriore attivato durante la meditazione agiscono su entrambi i sistemi noradrenergici centrali e periferici, esplicando effetti benefici.

Effetti della meditazione su diversi disordini fisici e psicologici
Altri studi hanno dimostrato che la meditazione è un intervento efficace per una varietà di disordini fisici e psicologici: malattie cardiovascolari, dolore cronico, uso di sostanze d’abuso, disordini dermatologici, ansia ed attacchi di panico, riduzione dei sintomi depressivi. In particolar modo la ricerca ha descritto vantaggi psicologici e comportamentali, inclusi miglioramenti nei seguenti ambiti: realizzazione di sé stessi, empatia, senso della coerenza ed aumento della resistenza fisica, accrescimento di autonomia, indipendenza, senso del controllo, maturità morale, accresciuta percezione di sé stessi, miglioramenti nei tempi di reazione e capacità motorie di risposta, aumento di concentrazione ed attenzione, senso della spiritualità più profondo (1).

Effetti della meditazione in reumatologia
Uno studio condotto da Peng era rivolto ad indagare i benefici per la salute della pratica del  Tai Chi, in varie condizioni di malattie croniche. Questo articolo ha esaminato la storia, la filosofia e le prove per il ruolo del Tai Chi in alcune condizioni di dolore cronico come: artrosi, fibromialgia, artrite reumatoide, mal di schiena e mal di testa. Si è visto che nel dolore lieve il Tai Chi si è dimostrato un intervento efficace soprattutto per artrosi, mal di schiena e fibromialgia (2).
Un altro studio condotto da Kozasa EH et al ha dimostrato che la meditazione è la terza disciplina più richiesta tra le CAM (medicina complementare ed alternativa) riportata in un sondaggio americano.
Coloro che soffrono di dolore cronico sono anche coloro che più frequentemente utilizzano terapie CAM, questa revisione si propone di valutare se la meditazione può aiutare il trattamento della fibromialgia ed una ricerca su Pub Med condotta utilizzando i termini “fibromialgia” e “meditazione” ha portato alla scelta di quattro articoli su undici e la maggior parte dei risultati indicano un miglioramento nei sintomi della fibromialgia correlati ai pazienti che hanno partecipato ad un corso base di meditazione. Gli studi scartati non avevano raggiunto i criteri di inclusione e quindi dovrebbero essere migliorati i metodi per affrontare gli studi riguardanti questo argomento (3-14).
Cramer H et al hanno condotto tra il 2011 ed il 2012 una revisione sistematica su MBSR (Mindfulness – based stress reduction) per il dolore cronico in una condizione specifica di dolore come il low back pain. Sono stati inclusi nello studio randomizzato controllato  117 pazienti ed è stato valutato che, nei casi in cui il trattamento chirurgico aveva fallito, la pratica di MBSR a breve termine aveva portato ad un miglioramento clinicamente significativo dell’intensità del dolore e della disabilità, rispetto a nessun trattamento (15-26).
Ernst E et al hanno condotto una revisione sistematica riguardante la CAM come approccio terapeutico all’artrite reumatoide ed osteoartrosi su pubblicazioni avvenute tra il gennaio 2010 ed il gennaio 2011 (27).

Bibliografia
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