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Effectiveness of sensorial saturation in relieving pain in term newborns

ABSTRACT
Aim: to assess the analgesic effect of the sensorial saturation analgesic technique in a large population of newborns.
Material and methods: throughout one year, all babies admitted to the nursery of our hospital (Gestational age greater than 35 weeks) and who received a heel-prick for blood sampling. These babies routinely receive a pain assessment score with a validated pain scale (NIPS: Neonatal infant pain scale). We retrospectively compared the mean NIPS scores of those who received either sensorial saturation or oral sucrose as analgesic treatments.
Results: 2720 babies were included, half received sensorial saturation and half oral sucrose whose mean pain scores ± SD respectively were 0.7±1.3 and 4.77±2.1, with a statistically significant difference between the two groups.
Conclusion: sensorial saturation is effective in newborns older than 35 weeks of gestational age.
KEYWORDS: analgesia, newborn, pain.

Received: November 15, 2015
Accepted: December 2. 2015

Efficacia della saturazione sensoriale nell’alleviare il dolore in neonati a termine

RIASSUNTO
Obiettivo: valutare l’effetto analgesico della saturazione sensoriale in un’ampia popolazione di neonati.
Materiali e metodi: nel corso di un anno tutti i neonati ricoverati presso il nostro ospedale (età gestazionale superiore a 35 settimane) sui quali erano stati effettuati preliev di sangue con puntura al tallone. Questi neonati di solito ricevono un punteggio di valutazione del dolore con una scala del dolore validata (NIPS: scala del dolore neonatale infantile). Abbiamo retrospettivamente confrontato la media NIPS sui neonati che avevano ricevuto trattamenti analgesici o tramite saturazione sensoriale o con saccarosio per via orale.
Risultati: i neonati inclusi sono stati 2.720, metà trattati con saturazione sensoriale e metà con saccarosio per via orale con un livello medio di dolore ± SD rispettivamente di 0,7 ± 1,3 e di 4,77 ± 2,1, con una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi.
Conclusione: la saturazione sensoriale è efficace nei neonati con più di 35 settimane di età gestazionale.
PAROLE CHIAVE: analgesia, dolore, neonato.

Il dolore ostetrico (seconda parte)

RIASSUNTO

Il dolore da parto è una delle più nobili manifestazioni di dolore acuto. In Italia, nonostante i progressi e l’acquisizione di una nuova coscienza a tal riguardo, l’analgesia nel parto è una tecnica utilizzata ancora marginalmente. Il dolore nel travaglio di parto prende origine dalla stimolazione di nocicettori situati nelle strutture uterine e perineali e dalla pressione esercitata sugli organi adiacenti, esso rappresenta un dolore di tipo misto, viscerale-somatico. Durante il primo stadio del travaglio, il dolore viscerale è poco localizzato e viene riferito come sordo o crampiforme; nelle fasi più tardive del primo e nel secondo stadio, cioè tra dilatazione cervicale completa e parto, la sensazione dolorosa, di tipo somatico, è acuta e ben localizzata. Questa differenziazione del dolore nei due stadi del travaglio è fondamentale per il trattamento farmacologico dell’analgesia, in quanto il dolore viscerale è più sensibile agli oppiacei, mentre l’anestetico locale trova la sua maggiore indicazione nel trattamento del dolore somatico. Le tecniche di analgesia nel travaglio di parto includono analgesia sistemica, blocchi regionali, tecniche intratecali per mezzo di anestetici locali che bloccano le vie del dolore, con eventuale aggiunta di oppiacei e adiuvanti. Un tema molto dibattuto in ostetricia riguarda gli effetti dell’analgesia epidurale su andamento ed esito del travaglio di parto. Nonostante i numerosi studi non si è arrivati a conclusioni definitive.

Parole chiave: analgesia, dolore da parto

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Il dolore ostetrico (I parte)

RIASSUNTO

Il dolore da parto è una delle più nobili manifestazioni di dolore acuto. In Italia, nonostante i progressi e l’acquisizione di una nuova coscienza a tal riguardo, l’analgesia nel parto è una tecnica utilizzata ancora marginalmente. Il dolore nel travaglio di parto prende origine dalla stimolazione di nocicettori situati nelle strutture uterine e perineali e dalla pressione esercitata sugli organi adiacenti, esso rappresenta un dolore di tipo misto, viscerale-somatico. Durante il primo stadio del travaglio, il dolore viscerale è poco localizzato e viene riferito come sordo o crampiforme; nelle fasi più tardive del primo e nel secondo stadio, cioè tra dilatazione cervicale completa e parto, la sensazione dolorosa, di tipo somatico, è acuta e ben localizzata. Questa differenziazione del dolore nei due stadi del travaglio è fondamentale per il trattamento farmacologico dell’analgesia, in quanto il dolore viscerale è più sensibile agli oppiacei, mentre l’anestetico locale trova la sua maggiore indicazione nel trattamento del dolore somatico. Le tecniche di analgesia nel travaglio di parto includono analgesia sistemica, blocchi regionali, tecniche intratecali per mezzo di anestetici locali che bloccano le vie del dolore, con eventuale aggiunta di oppiacei e adiuvanti. Un tema molto dibattuto in ostetricia riguarda gli effetti dell’analgesia epidurale su andamento ed esito del travaglio di parto. Nonostante i numerosi studi non si è arrivati a conclusioni definitive.

Parole chiave: analgesia, dolore da parto.

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