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Paziente pediatrico in pronto soccorso: piccolo adulto o individuo a sé? gestione infermieristica dei codici a medio-bassa priorità

SINTESI

Introduzione
Negli ultimi anni in tutti paesi industrializzati si è osservato un progressivo incremento degli accessi in pronto soccorso da parte di pazienti di età inferiore ai sedici anni. La maggior parte degli accessi avviene nei pronto soccorso di ospedali generali e sono da sempre riconosciuti come tematica molto rilevante per l’infermiere, nonostante siano di gran lunga inferiore a quelli degli adulti.

Il bambino necessita di un approccio infermieristico differente data la sua difficoltà di comunicare con l’esattezza il quadro sintomatologico di riferimento e dato l’enorme carico di apprensione che può interferire con il processo terapeutico. Infatti, diversamente dal passato, quando il bambino era considerato un uomo in miniatura ed il percorso assistenziale era sovrapponibile al nursing di un adulto, oggi il paziente pediatrico è ritenuto portatore di specifici bisogni.

Obiettivi dello studio

Gli obiettivi dello studio sono:
• verificare l’organizzazione dell’assistenza infermieristica offerta al paziente pediatrico che accede all’unità operativa complessa del pronto soccorso di Andria, facendo particolare riferimento ai tempi di attesa dal momento del Triage alla visita presso il pronto soccorso, il reparto di pediatria e/o altri reparti, indagando sul tipo di assistenza fornita circa i parametri rilevati e/o le informazioni date in merito al colore ed al significato del codice attribuito.

• valutare la percezione e la consapevolezza infermieristica circa il grado di preparazione emotiva e tecnico-pratica in ambito pediatrico.
Metodo

Ai fini della ricerca sono stati utilizzati due strumenti diversi tra loro:
1. scheda di rilevazione dei dati: compilata presso l’unità operativa di pediatria di Andria quando, dopo aver effettuato l’accesso al PS, il paziente pediatrico giungeva in reparto per la consulenza richiesta.
2. questionario: somministrato a tutta l’équipe infermieristica del pronto soccorso di Andria, per valutare il grado di preparazione emotiva e tecnico-pratica degli infermieri riguardante le capacità di affrontare le emergenze-urgenze pediatriche.

Risultati

Dai risultati ottenuti dalla presente ricerca emerge che, sebbene il Pronto Soccorso di Andria non sia dotato di un Pronto Soccorso Pediatrico, specifico, dunque, nella sola gestione delle emergenze-urgenze pediatriche, in generale riesce a gestire in tempi relativamente brevi casi di tipo pediatrico.
Dalla testimonianza diretta degli infermieri, raccolta attraverso la somministrazione del questionario, risultano evidenti lievi lacune circa la preparazione di tipo emotiva e tecnico-pratica. Tali lacune dipendono non solo dal carattere e dalla personalità del professionista, ma anche e soprattutto dalla sua formazione. Infatti, da un punto di vista tecnico-pratico si deve cercare di formare adeguatamente l’infermiere, sottolineando la giusta importanza della sua formazione, in modo da garantire la migliore assistenza possibile ai piccoli pazienti che giungono, per vari motivi, in Pronto Soccorso.
Emerge dalla ricerca che casi più generici sono stati trattati con più facilità direttamente dal medico del PS generale, però la consulenza pediatrica viene comunque richiesta proprio per l’importanza attribuita al campo pediatrico ed alla volontà diretta di non voler incorrere nell’errore di sottovalutare alcun segno e sintomo che nei bambini potrebbe evolvere più velocemente.

Gli obiettivi dello studio sono stati raggiunti sufficientemente, ma si consiglia di diffondere tra gli infermieri la cultura dell’imparare e del migliorarsi sempre.

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Laureanda: Fucci Mariarosa
Relatore: Chiar.Ma Dott.Ssa Daniela Paolillo
Università degli Studi di Foggia
Corso di laurea in infermieristica – Sede di barletta
Anno accademico 2016-2017

Soglia del dolore: i fattori che influenzano la percezione del dolore nel bambino

RIASSUNTO
Il dolore è il motivo più frequente per il quale le persone chiedono assistenza sanitaria. Durante questa revisione si è riscontrata in letteratura una mancanza di attenzione a trattare il dolore dei bambini. Molte sono le motivazioni, per esempio, ci sono credenze secondo le quali i bambini non provano dolore così intensamente come gli adulti, o che i bambini sono più resistenti al dolore. Questo articolo analizza i fattori che possono influenzare la percezione del dolore nel bambino. In letteratura vengono descritti diversi fattori come rilevanti sul determinismo della percezione di soglia del dolore: genere, età, mutazione del patrimonio genetico, variabili psicologiche, contesto socio-familiare, cultura ed etnicità.
Metodi: è stata condotta una revisione della letteratura utilizzando le banche dati di PubMed e Cinhal. La revisione ha studiato la letteratura prodotta e pubblicata tra il 2005 e il gennaio 2015. Sono stati ricercati articoli pertinenti su una popolazione pediatrica con età compresa tra 0 e 18 anni.
Risultati: dalle ricerche effettuate su entrambe le banche dati sono stati trovati 116 articoli (54 su PubMed e 69 su Cinhal) e sono stati selezionati 16 articoli. Inoltre, con la metodologia dello snow-balling, sono stati ottenuti 4 articoli, per un totale di 20 articoli. I fattori che determinano la percezione della soglia del dolore sono stati divisi nelle seguenti categorie: biologici, psicologici, sociali e culturali.
Conclusioni: sono diversi i fattori che influenzano la percezione del dolore nei bambini ed è necessario conoscerli e comprenderli per migliorare l’assistenza e personalizzarla. Necessitano altri studi in merito.
PAROLE CHIAVE: bambino, dolore acuto, dolore cronico, dolore pediatrico, famiglia, percezione del dolore, soglia del dolore,

Pain Nursing Magazine 2015;4: 73-84

RIcevuto: 7 aprile 2015
Ricevuta revisione: 16 maggio 2015
Accettato: 21 maggio 2015

Il dolore osteo-articolare nel bambino

RIASSUNTO

Il dolore osteo-articolare rappresenta un sintomo molto frequente in età pediatrica interessando circa il 15% dei bambini in età scolare.
Al fine di seguire un corretto iter clinico-diagnostico, è essenziale la distinzione tra artralgia semplice, artrite e dolori ossei. Pertanto, la sede del dolore, l’associazione o meno del dolore articolare a segni di flogosi, il numero delle articolazioni coinvolte e la localizzazione o meno del dolore osseo rappresentano le caratteristiche più importanti da indagare, essenziali anche per un corretto inquadramento terapeutico.

Parole chiave: artralgia, artrite, bambino, dolore osseo, dolore osteoarticolare

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