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La gestione del dolore nei codici minori in pronto soccorso: sperimentazione di un protocollo

Riassunto 

Un importante indicatore della qualità del servizio di Pronto Soccorso (PS) è il trattamento appropriato e tempestivo del dolore anche per i codici minori. Un paziente sofferente risulterà meno collaborante con il personale sanitario. L’infermiere di Triage è il primo professionista a valutare il dolore nell’utente: uno dei metodi che si è rivelato essere performante per la gestione del dolore, è quello in cui l’infermiere di triage somministri i farmaci antalgici, seguendo specifici protocolli. L’articolo descrive l’esperienza del team del Pronto Soccorso dell’ospedale U. Parini di Aosta nella creazione ed applicazione di un protocollo per la gestione del dolore nei codici minori.
Parole chiave: Pronto Soccorso, dolore nei codici minori

Ricevuto il 30 luglio 2019
Accettato dopo revisione il 24 settembre 2019

Paziente pediatrico in pronto soccorso: piccolo adulto o individuo a sé? gestione infermieristica dei codici a medio-bassa priorità

SINTESI

Introduzione
Negli ultimi anni in tutti paesi industrializzati si è osservato un progressivo incremento degli accessi in pronto soccorso da parte di pazienti di età inferiore ai sedici anni. La maggior parte degli accessi avviene nei pronto soccorso di ospedali generali e sono da sempre riconosciuti come tematica molto rilevante per l’infermiere, nonostante siano di gran lunga inferiore a quelli degli adulti.

Il bambino necessita di un approccio infermieristico differente data la sua difficoltà di comunicare con l’esattezza il quadro sintomatologico di riferimento e dato l’enorme carico di apprensione che può interferire con il processo terapeutico. Infatti, diversamente dal passato, quando il bambino era considerato un uomo in miniatura ed il percorso assistenziale era sovrapponibile al nursing di un adulto, oggi il paziente pediatrico è ritenuto portatore di specifici bisogni.

Obiettivi dello studio

Gli obiettivi dello studio sono:
• verificare l’organizzazione dell’assistenza infermieristica offerta al paziente pediatrico che accede all’unità operativa complessa del pronto soccorso di Andria, facendo particolare riferimento ai tempi di attesa dal momento del Triage alla visita presso il pronto soccorso, il reparto di pediatria e/o altri reparti, indagando sul tipo di assistenza fornita circa i parametri rilevati e/o le informazioni date in merito al colore ed al significato del codice attribuito.

• valutare la percezione e la consapevolezza infermieristica circa il grado di preparazione emotiva e tecnico-pratica in ambito pediatrico.
Metodo

Ai fini della ricerca sono stati utilizzati due strumenti diversi tra loro:
1. scheda di rilevazione dei dati: compilata presso l’unità operativa di pediatria di Andria quando, dopo aver effettuato l’accesso al PS, il paziente pediatrico giungeva in reparto per la consulenza richiesta.
2. questionario: somministrato a tutta l’équipe infermieristica del pronto soccorso di Andria, per valutare il grado di preparazione emotiva e tecnico-pratica degli infermieri riguardante le capacità di affrontare le emergenze-urgenze pediatriche.

Risultati

Dai risultati ottenuti dalla presente ricerca emerge che, sebbene il Pronto Soccorso di Andria non sia dotato di un Pronto Soccorso Pediatrico, specifico, dunque, nella sola gestione delle emergenze-urgenze pediatriche, in generale riesce a gestire in tempi relativamente brevi casi di tipo pediatrico.
Dalla testimonianza diretta degli infermieri, raccolta attraverso la somministrazione del questionario, risultano evidenti lievi lacune circa la preparazione di tipo emotiva e tecnico-pratica. Tali lacune dipendono non solo dal carattere e dalla personalità del professionista, ma anche e soprattutto dalla sua formazione. Infatti, da un punto di vista tecnico-pratico si deve cercare di formare adeguatamente l’infermiere, sottolineando la giusta importanza della sua formazione, in modo da garantire la migliore assistenza possibile ai piccoli pazienti che giungono, per vari motivi, in Pronto Soccorso.
Emerge dalla ricerca che casi più generici sono stati trattati con più facilità direttamente dal medico del PS generale, però la consulenza pediatrica viene comunque richiesta proprio per l’importanza attribuita al campo pediatrico ed alla volontà diretta di non voler incorrere nell’errore di sottovalutare alcun segno e sintomo che nei bambini potrebbe evolvere più velocemente.

Gli obiettivi dello studio sono stati raggiunti sufficientemente, ma si consiglia di diffondere tra gli infermieri la cultura dell’imparare e del migliorarsi sempre.

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Laureanda: Fucci Mariarosa
Relatore: Chiar.Ma Dott.Ssa Daniela Paolillo
Università degli Studi di Foggia
Corso di laurea in infermieristica – Sede di barletta
Anno accademico 2016-2017

Il ruolo dell’infermiere nel trattamento precoce del dolore in triage. L’esperienza del Pronto Soccorso di Pinerolo

RIASSUNTO
Obiettivi. Recentemente la Joint Commission International (JCI) ha affermato che il dolore non trattato è uno dei principali responsabili degli effetti avversi sia fisici che psicologici: per questo motivo è arrivata a considerare il dolore come quinto segno vitale. Il dolore è infatti il sintomo più frequente che spinge le persone a presentarsi in Pronto Soccorso e spesso è sottovalutato e inadeguatamente trattato.
L’obiettivo dello studio è valutare l’efficacia e l’efficienza del protocollo messo in uso presso il Pronto Soccorso di Pinerolo, al fine di ottenere un rapido controllo del dolore al triage e di migliorare la “presa in carico” dell’assistito.
Metodi. Compilazione delle schede di triage e rilevazione dei dati sulla somministrazione della terapia antidolorifica. Somministrazione di un questionario agli utenti trattati per dolore al triage. Somministrazione di un questionario a tutti gli infermieri triagisti, per valutare la loro opinione riguardo l’aspetto del dolore ed al trattamento precoce in Pronto Soccorso.
Risultati. Lo studio è stato effettuato da agosto ad ottobre 2013. Dei 180 utenti presentatisi in Pronto Soccorso con dolore, nel 51% dei casi è stata somministrata terapia al triage secondo protocollo. Nei casi in cui la terapia non è stata somministrata (49%), la motivazione è stata dettata da un rifiuto della persona (81%), mentre nel 17% dei casi veniva riferita assunzione di terapia antidolorifica a domicilio.
L’83% degli assistiti riferisce diminuzione del sintomo dolore. L’introduzione del protocollo ha ridotto a 5 minuti l’attesa media per il trattamento del dolore, rispetto ai 45 minuti previsti per la valutazione medica. Il protocollo è utilizzato da tutti gli infermieri di triage. Il 75% ritiene che il dolore è un sintomo importante da considerare come quinto segno vitale. Il 95% degli utenti ha dichiarato di sentirsi prontamente preso in carico e per l’83% gli infermieri prestano attenzione al dolore. Per il 70% delle persone trattate, l’attesa risulta meno lunga. Non si è verificato nessun evento avverso in seguito della somministrazione della terapia antidolorifica.
Conclusioni. Il protocollo messo in uso è efficace, ha apportato beneficio agli assistiti, migliorando di conseguenza l’assistenza erogata e la qualità delle cure.
PAROLE CHIAVE: dolore, pronto soccorso, protocollo, terapia antidolorifica, triage.