Spiritualità e cure palliative: modelli internazionali e nuove prospettive

Il saggio Spirituality and palliative care: international models and new perspectives, pubblicato su Frontiers in Sociology, è un interessante contributo alla riflessione sul ruolo della spiritualità nelle cure palliative. Gli autori mettono in evidenza come, nonostante la progressiva apertura del mondo sanitario occidentale a un approccio olistico, la dimensione spirituale resta spesso marginalizzata all’interno delle pratiche cliniche quotidiane. La medicina fondata sull’evidenza scientifica e sul paradigma empirico tende infatti a concepire corpo, mente e spirito come entità separate, riducendo la malattia a un fatto tecnico e misurabile. In questo contesto, la spiritualità – intesa non soltanto come religiosità, ma come ricerca di senso, relazioni e valori profondi – assume una valenza innovativa, capace di restituire centralità all’esperienza soggettiva della persona malata.

Il testo analizza diversi modelli internazionali, mostrando come la spiritualità venga declinata in modi differenti a seconda dei contesti culturali. In Thailandia, ad esempio, la tradizione buddhista rende naturale l’integrazione di pratiche spirituali nella vita quotidiana delle strutture palliative: meditazione, rituali comunitari e momenti di riflessione condivisa accompagnano malati, famiglie e operatori, trasformando l’hospice in un luogo di vita, non solo di cura. In Italia, il progetto “Borgo Tutto è Vita” offre un’esperienza originale, dove la spiritualità viene posta al centro di un modello assistenziale laico, attento al rispetto delle diverse sensibilità e in grado di intrecciare cure mediche e percorsi di accompagnamento esistenziale. Nel Regno Unito, invece, si sono sviluppati approcci concettuali come il Fellow Traveler Model e l’idea di Horizontal Transcendence, che propongono la cura spirituale come cammino condiviso, basato sulla relazione autentica e sull’apertura a prospettive religiose e non religiose.

Attraverso queste esperienze, gli autori mostrano la necessità di superare la visione riduzionista della medicina tradizionale e di adottare modelli integrati, capaci di includere il corpo, la psiche e la dimensione spirituale in un’unica prospettiva di cura. Ne emerge l’urgenza di formare i professionisti sanitari a riconoscere e accogliere i bisogni spirituali dei pazienti, sviluppando strumenti condivisi che uniscano valutazioni cliniche e narrazioni personali. L’articolo è ben documentato e stimolante,  invita a ripensare le cure palliative come un percorso profondamente umano, in cui la ricerca di senso diventa parte integrante della qualità della vita.

De Luca E, Sena B, Butcher K, de Wal LJ. Spirituality and palliative care: international models and new perspectives. Front Sociol. 2025 Jul 21;10:1523685. doi: 10.3389/fsoc.2025.1523685. PMID: 40761688; PMCID: PMC12319047.