Benessere esistenziale vs perfezionismo negli studenti universitari italiani

Un’ampia indagine condotta a livello nazionale in Italia ha fatto luce sulla complessa interazione tra il benessere spirituale e le diverse manifestazioni del perfezionismo tra gli studenti universitari. Lo studio, che ha coinvolto un campione di 2103 studenti, ha analizzato il perfezionismo nelle sue dimensioni: auto-orientata, etero-orientata e socialmente prescritta, valutando come le componenti esistenziali e religiose della spiritualità possano agire da fattore protettivo.
I partecipanti sono stati reclutati tramite mailing list istituzionali di università del Nord, Centro e Sud Italia, comprese le isole maggiori, nonché tramite i contatti personali dei ricercatori. I criteri di ammissibilità includevano l’iscrizione a corsi di laurea triennale o magistrale presso un’università italiana e l’età minima di 18 anni; gli studenti di età inferiore ai 18 anni sono stati esclusi. I dati sono stati raccolti online tra gennaio 2024 e marzo 2025. Tutti i questionari sono stati conservati, poiché le risposte alle domande essenziali erano obbligatorie, garantendo così la completezza del dataset. Lo studio ha aderito alle linee guida STROBE per la ricerca osservazionale.

Benessere e perfezionismo: una relazione differenziata

Dall’analisi è emerso che il perfezionismo più diffuso tra gli studenti è quello auto-orientato, caratterizzato da un’elevata spinta interna verso l’eccellenza e l’impostazione di standard personali molto elevati. Tuttavia, la chiave per la salute psicologica sembra risiedere nella dimensione esistenziale della spiritualità.

I risultati hanno infatti evidenziato che il benessere esistenziale (EWB), inteso come un forte senso di significato, scopo e soddisfazione nella vita (indipendentemente dalle credenze religiose), era nettamente più alto rispetto al benessere religioso.

La scoperta cruciale è che il benessere esistenziale è risultato essere il predittore più forte, mostrando una significativa associazione negativa con il perfezionismo complessivo. Questo effetto protettivo si manifesta in modo particolarmente evidente nei confronti del perfezionismo socialmente prescritto (SPP), la forma maladattiva legata alla percezione di pressioni e aspettative irrealistiche da parte degli altri. ]Il forte senso di scopo esistenziale sembra quindi fungere da cuscinetto contro le conseguenze psicologiche negative dello sforzo eccessivo imposto dall’esterno.

Al contrario, il benessere religioso (RWB), basato sulla relazione personale con Dio e sulle credenze formali, ha mostrato solo una piccola, seppur significativa, associazione positiva con il perfezionismo, un aspetto che merita ulteriori approfondimenti.

Fattori demografici

Lo studio ha anche rilevato che il perfezionismo è risultato più elevato nelle donne e negli studenti più giovani (fascia d’età 18-24 anni), suggerendo che l’età e il genere possono influenzare i livelli di questa caratteristica psicologica nell’ambiente accademico.

Implicazioni per il counseling

In conclusione, i risultati sottolineano il ruolo del significato esistenziale come risorsa fondamentale per la resilienza psicologica. Le università potrebbero integrare strategie e interventi centrati sul significato e sui valori intrinseci (come il counseling orientato al senso o i workshop sulla consapevolezza e l’accettazione di sé) per aiutare gli studenti a gestire le pressioni accademiche senza soccombere al perfezionismo maladattivo.

Questo approccio evidenzia la necessità di promuovere non solo l’eccellenza, ma anche un ambiente di apprendimento in cui gli errori sono considerati parte integrante della crescita, supportando così la salute mentale e il benessere esistenziale degli studenti.

Lo Cascio A, Sandri E, De Benedictis A, Marchetti A, Petrucci G, Dsoke S, Pucciarelli G, Alvaro R, De Marinis MG, Piredda M. The Impact of Spiritual Well-Being on Multidimensional Perfectionism in University Students: A Nationwide Survey. European Journal of Investigation in Health, Psychology and Education. 2025; 15(10):211. https://doi.org/10.3390/ejihpe15100211