Il dolore neuropatico (DN), una forma di dolore cronico causata da una lesione o disfunzione del sistema nervoso, è una condizione ancora sottovalutata tra gli anziani ospiti di residenze sanitarie assistenziali (RSA). Il progetto NEPAL (NEuropathic PAin in oLder persons), promosso dall’Ospedale Universitario di Clermont-Ferrand con il supporto dell’Agenzia Regionale per la Salute francese, ha cercato di colmare questa lacuna. Scopo dello studio: stimare la prevalenza del DN nelle RSA, valutarne la gestione secondo un algoritmo in quattro fasi, e rilevare i bisogni formativi degli operatori sanitari.
La metodologia si è basata su un questionario online somministrato tra marzo e giugno 2024, sviluppato sulla piattaforma REDCap. Il sondaggio, validato da esperti e composto da 59 domande (chiuse, a scelta multipla, con scala Likert e domande aperte), è stato rivolto a medici e infermieri di 31 RSA selezionate. Hanno risposto 38 operatori di 9 strutture, per un totale di 841 residenti valutati.
La prevalenza del DN è stata stimata all’8,5% [IC 95%: 4,2–12,7], ma gli autori ritengono che sia sottostimata, in parte per le difficoltà diagnostiche. L’algoritmo proposto include quattro fasi: rilevazione, valutazione, trattamento e rivalutazione. La sua applicazione è stata giudicata utile e soddisfacente (media 7,9 su 10). Tuttavia, solo il 37% dei partecipanti indaga specificamente il DN nei casi di dolore cronico e l’utilizzo di strumenti diagnostici standardizzati, come il questionario DN4, resta basso (solo il 29% lo applica).
In ambito terapeutico, gli antiepilettici risultano i farmaci più prescritti, seguiti da antidepressivi e analgesici topici. Le terapie non farmacologiche (fisioterapia, supporto psicologico, TENS) sono largamente utilizzate. Il monitoraggio post-terapia è regolare, ma la consultazione con specialisti è generalmente riservata ai casi di fallimento terapeutico.
Critica è la questione formativa: solo il 26,5% degli operatori ha ricevuto una preparazione specifica sul DN, mentre quasi tutti (96,8%) auspicano corsi dedicati, preferibilmente in presenza. Lo studio propone quindi l’integrazione dell’algoritmo nella pratica quotidiana e lo sviluppo di programmi formativi teorico-pratici per infermieri, medici e studenti, al fine di migliorare la diagnosi precoce e la qualità della vita degli anziani affetti da DN.
