Linee guida su dolore, agitazione e delirio in terapia intensiva

Elaborate negli USA dalla Society of Critical Care Medicine, con lAmerican College of Critical Care e lAmerican Society of Health-System Pharmacists

Dopo un lavoro durato sei anni la Society of Critical Care ha presentato le linee guida su dolore, agitazione e delirio in terapia intensiva (PAD: pain, agitation, delirium)
La metodologia utilizzata per sviluppare le linee guida 2012 è più rigorosa rispetto a quella utilizzata per la versione precedente, pubblicata nel 2002. Le raccomandazioni contenute in queste linee guida sono più centrate sul paziente, integrate e interdisciplinari nel loro approccio, con meno enfasi sul consigliare farmaci specifici per determinate circostanze cliniche, e più attenzione “evidence-based” su fisiopatologia, rischi e gestione del delirio e sulla sua relazione con dolore, sedazione ed esiti nei pazienti critici.”
Per aggiornare le linee guida PAD è stato visionato un database di 19.300 voci bibliografiche valutandone  la qualità dei dati riportati secondo criteri evidence based. I nuovi orientamenti proposti dalle linee guida individuano quali strumenti sono da considerarsi più validi e affidabili per valutare il PAD nei pazienti critici.
Il dolore deve essere monitorato di routine in tutti i pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva utilizzando sia il self-report o una delle due scale di valutazione del dolore per i pazienti non collaboranti, la Behavioral Pain Scale o il Critical-Care Pain Observation Tool. Si consiglia di utilizzare sia la Richmond Agitation-Sedation Scale (RASS) o la Sedation-Agitation Scale (SAS) per valutare la sedazione. Inoltre, per il monitoraggio di routine del delirio in terapia intensiva si consiglia di utilizzare o il Confusion Assessment Method for ICU o la Intensive Care Delirium Screening Checklist. Il fatto che le linee guida raccomandino solo questi strumenti di valutazione non significa che gli altri strumenti disponibili non siano ritenuti adeguati, ma solo studiati in modo insufficiente.
Il gruppo di esperti che ha curato le LG ha affrontato tutti i vari aspetti connessi al problema esaminando gli interventi farmacologici e non, le raccomandazioni per il trattamento preventivo del dolore prima della rimozione del drenaggio toracico  ed altre procedure invasive e potenzialmente dolorose.

(Fonte: www.anesthesiologynews.com)