Validity and reliability of the checklist of non-verbal pain indicators in Albanian. First step

Abstract
Background: in Albania there are no reliable tools to assess the presence of pain in non-verbal patients. The objective of our study was to provide a linguistic validation of the Checklist Non-verbal Pain Indicators (CNPI) in Albanian. Methods: after the back-translation, we used the Albanian version in a cross-sectional study to verify both the reliability and the validity of this instrument in clinical settings. The Visual Analog Scale was adopted as gold standard. Cohen’s kappa and the Pearson correlation coefficient were also used. Construct validity of the CNPI was established by exploratory factor analysis (EFA), and internal consistency was measured by Cronbach’s alpha. Results: an Albanian version with 7 items was obtained. The Pearson coefficient showed a strong correlation at rest (T0= .88) and during movement (T1= .87). A low level of agreement was found for Item 1 (Vocal Complains – non-verbal) and Item 5 (Rubbing) (moderate agreement). For all the other items there was a high level of agreement, except for Item 7. The Pearson coefficient values indicate that there is a modest correlation between the two instruments in the measurement at T0 ( .5229), which however increases when scoring is registered at T1 ( .6214). The Cronbach’s alpha at T0 was .93 and at T1 was .87. EFA resulted with a 2-factor solution at T0 and a 3-factor solution at T1.Conclusions: the CNPI is a simple and short assessment tool with the potential to facilitate alertness to make the staff aware of pain experience in non-verbal patients.
Keywords: non-verbal pain indicators (CNPI), linguistic validation, albanian language
Received: October 1st, 2018
Accepted: October 30, 2018
DOI: 10.19190/PNM2018.1_obs37

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Is the WHO Analgesic Ladder Still Valid for Pain Therapy?

ABSTRACT
The WHO three-step analgesic ladder was promoted in 1986 as a framework for the rational use of analgesic drugs in the treatment of cancer pain. The rationale behind it was the very basic concept that cancer pain is progressively stronger, hence “pain killers” should be used for their analgesic power, depending on the intensity of pain. In each one of the steps it is possible to add adjuvant drugs, depending on the side necessities of the single patient.
The Authors analyze the criticisms of this approach and conclude that it is difficult to pretend that the 3 steps WHO Analgesic Ladder should be discontinued, But it must be looked at in a different light, because thirty years ago the basic knowledge on pain was totally different than the one at the moment. Availability of drugs was very limited, not only in the poor countries.

Keywords: three-step analgesic ladder, WHO, pain treatment

RIASSUNTO
La scala analgesica a tre gradini, messa a punto nel 1986 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1986, è una procedura terapeutica per l’uso degli antidolorifici nel dolore da cancro, che si fonda sul concetto che il dolore da cancro aumenta progressivamente, quindi gli antidolorifici dovrebbero essere somministrati, sulla base della loro efficacia, secondo l’intensità del dolore. In qualsiasi dei tre gradini è possibile aggiungere farmaci adiuvanti, secondo le necessità del singolo paziente. Gli autori analizzano le criticità di questo approccio e concludono che è comunque difficile pensare di non tenere in considerazione la scala analgesica OMS, che va comunque rivista sotto una luce differente, in quanto le conoscenze di 30 anni fa erano totalmente diverse dalle attuali e la disponibilità di farmaci era più limitata, non solo nei Paesi più poveri.

Parole chiave: scala analgesica a tre gradini, OMS, trattamento del dolore

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Sindrome del dolore cronico e neuropatico nell’anziano: basi fisiopatologiche e prospettive di terapia razionale

RIASSUNTO
Il dolore è tra i motivi che più frequentemente inducono il paziente anziano a rivolgersi al medico. Il dolore persistente nell’anziano è frequentemente associato a disabilità, malattie croniche, fragilità, ed altri problemi dell’invecchiamento. La gestione del dolore nell’anziano è tuttora ardua per la difficoltà di diagnosi, la carenza di studi clinici specifici, l’insufficienza di terapie efficaci e sicure.
Tra le terapie emergenti spiccano quelle mirate al controllo delle cellule non neuronali, come i mastociti e la microglia, la cui disregolazione è responsabile di alterazioni nella captazione ed elaborazione dei segnali del dolore. Tra queste, la palmitoiletanolamide, con un elevato rapporto efficacia/rischio, potrebbe essere la terapia d’elezione per la popolazione anziana la cui prevalenza aumenterà notevolmente nel prossimo futuro.

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Dolore in popolazioni speciali: anziani con deficit cognitivi

RIASSUNTO

La gestione del dolore acuto nei pazienti anziani può rivelarsi densa di difficoltà. L’età avanzata genera alterazioni dello stato funzionale generale e causa importanti cambiamenti a livello farmacocinetico e farmacodinamico, incrementando il rischio di tossicità e interazioni detrimentali tra farmaci. Ciononostante, l’impatto negativo del dolore sul benessere e sulle funzioni organiche generali negli anziani suggerisce che, in questa categoria di pazienti la qualità del trattamento antalgico deve essere considerata come l’elemento più importante per una veloce dimissione e recupero funzionale.
I cambiamenti para-fisiologici, associati all’invecchiamento, della neurobiologia, del SNC e del dolore, modificano sensibilmente la soglia del dolore, la tolleranza a stimoli nocicettivi e, di conseguenza, questi cambiamenti producono i loro effetti sul metabolismo dei trattamenti farmacologici. La differente percezione del dolore, da parte di questi pazienti, deve indurre il terapista a modifiche nella valutazione del dolore, specialmente nei pazienti con deficit cognitivi.
La valutazione del dolore acuto negli anziani con demenza e/o altri disordini psichici ha naturalmente un forte impatto pratico in termini di adeguatezza e di efficacia nel trattamento del dolore. Questa analisi introdurrà molteplici elementi critici, dalla neurobiologia del dolore negli anziani alle valutazioni specifiche nei deficit cognitivi, con l’obiettivo di evidenziare alcuni aspetti e renderli identificativi, al fine di un miglior approccio possibile, per la gestione ottimale del dolore nei pazienti anziani.
Parole chiave: anziani, deficit cognitivi, dolore

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Sfide cliniche nella gestione del dolore neoplastico: il dolore episodico intenso -Seconda parte-

RIASSUNTO
Nella gestione del dolore oncologico cronico il”breakthrough pain”, dolore episodico intenso (BT/EP), rappresenta una vera e propria sfida. Il BT/EP viene descritto come un episodio di dolore refrattario, severo e acuto, che si verifica nel corso di una terapia antalgica stabile. La patogenesi del BT/EP non è chiara ed è multifattoriale. Crisi di dolore ad alta frequenza sono verosimilmente correlate a basse concentrazioni plasmatiche di oppioidi al basale. In passato, il BT/EP veniva trattato empiricamente con una dose di “soccorso” di oppioide già somministrato per il dolore persistente, corrispondente a un sesto del dosaggio giornaliero. Recentemente questa strategia è stata rivista. Il BT/EP è un notevole problema nel trattamento del dolore; oggi il lavoro degli esperti è focalizzato sulla definizione e sulle caratteristiche del BT/EP, nel tentativo di pianificare il miglior trattamento possibile utilizzando nuove formulazioni di oppioidi che assicurino in modo rapido e deciso l’analgesia. Il tentativo principale è quello di minimizzare l’impatto negativo dell’esacerbazione del dolore oncologico sulle performance psico-fisiche dei pazienti nella loro attività quotidiana o anche durante il riposo.
Parole chiave: dolore oncologico, dolore episodico intenso, terapia con oppioidi.

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Le sfide cliniche nella gestione del dolore oncologico: il dolore episodico intenso – Prima parte

RIASSUNTO

Nella gestione del dolore oncologico il”breakthrough pain” e il dolore episodico (BT/EP) costituiscono una vera e propria sfida. Il BT/EP viene descritto come un dolore severo acuto che si verifica nel corso della terapia antalgica. La patogenesi del BT/EP non è chiara ed è multifattoriale. Crisi di dolore ad alta frequenza sono verosimilmente correlate a basse concentrazioni plasmatiche di oppioidi al basale. In passato, il BT/EP veniva trattato empiricamente con una dose di “soccorso” di oppioide già somministrato per il dolore persistente, corrispondente a un sesto del dosaggio giornaliero. Recentemente questa strategia è stata rivista. Il BT/EP rappresenta una grande sfida nel trattamento del dolore; oggi il lavoro degli esperti è focalizzato sulla definizione e sulle caratteristiche del BT/EP, nel tentativo di ridurre al minimo l’impatto negativo di questa condizione sulle condizioni psico-fisiche dei pazienti.

Parole chiave: breakthrough pain/dolore episodico intenso, definizione, dolore oncologico, strumento di valutazione

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