Il ruolo dell’infermiere in un reparto di algologia

RIASSUNTO

Il percorso formativo dell’infermiere in algologia non è solo di tipo tecnico ma richiede sensibilità e capacità comunicative che gli consentano di mettersi in relazione empatica con il paziente accompagnandolo e sostenendolo nel percorso terapeutico. L’accesso del paziente in una struttura di algologia avviene generalmente mediante prenotazione telefonica (triage): già a partire da questo primo contatto l’infermiere deve saper valutare la priorità per la prenotazione. La gestione del paziente inizia con una attenta valutazione clinica e con la raccolta di un’anamnesi approfondita da parte del medico, sempre affiancato dall’infermiere durante la visita. Inoltre la rilevazione della customer satisfaction è strumento di grande utilità per valutare l’opinione dei pazienti afferenti alla struttura.

Parole chiave: anamnesi, customer satisfaction, triage

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Qualità della Vita nella Medicina del Dolore: dimensione clinica astratta o solido obiettivo terapeutico?

RIASSUNTO

Questo articolo viene presentato per determinare scopo, natura e impatto del dolore sulla qualità della vita (QoL) nelle persone sofferenti di condizioni dolorose croniche, dal dolore da cancro ai disturbi psicosomatici. Un’analisi della letteratura sulla QoL nella medicina del dolore rivela che questo problema ha un peso significativo storicamente poco indagato e che attualmente è ancora poco compreso nelle sue strette connessioni con la buona riuscita dei trattamenti antalgici. L’obiettivo primario di questa semplice dissertazione, in un ambito così complesso, è di porre l’accento su come i fattori fisici e psicosociali possano influenzare la QoL nelle persone con dolore cronico. D’altro canto, è stato interessante anche valutare qual è l’impatto della disabilità dolore-correlata sulla QoL. Sono stati messi in luce gli elementi da valutare, quali le caratteristiche del dolore, le credenze associate al dolore, le strategie di coping e le tecniche di trattamento, al fine di migliorare la QoL nelle persone sofferenti.

Parole chiave: fattori fisici e psicosociali, impatto del dolore, qualità della vita (QoL), strategie di coping

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Il dolore osteo-articolare nel bambino

RIASSUNTO

Il dolore osteo-articolare rappresenta un sintomo molto frequente in età pediatrica interessando circa il 15% dei bambini in età scolare.
Al fine di seguire un corretto iter clinico-diagnostico, è essenziale la distinzione tra artralgia semplice, artrite e dolori ossei. Pertanto, la sede del dolore, l’associazione o meno del dolore articolare a segni di flogosi, il numero delle articolazioni coinvolte e la localizzazione o meno del dolore osseo rappresentano le caratteristiche più importanti da indagare, essenziali anche per un corretto inquadramento terapeutico.

Parole chiave: artralgia, artrite, bambino, dolore osseo, dolore osteoarticolare

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La valutazione del dolore in geriatria: l’anziano senza deficit cognitivi

RIASSUNTO

Il dolore, fenomeno complesso e soggettivo vissuto in modo unico da ogni individuo, nella persona anziana viene spesso sottostimato e di conseguenza sottotrattato.
Una delle ragioni del sottotrattamento deriva dalla mancanza di rilevazione per la difficoltà dell’anziano di riferire il proprio dolore e per la difficoltà degli operatori nell’utilizzare strumenti di valutazione adeguati alle abilità cognitive del paziente. Di conseguenza il dolore non trattato determina il peggioramento della qualità di vita dei pazienti e può causare: riduzione delle relazioni sociali, depressione, ansia, ipo/malnutrizione, disturbi del sonno, aumento della disabilità e maggiore ricorso ai servizi sanitari e sociali. Si evidenzia quindi l’esigenza di individuare strategie in grado di valutare il dolore come un’esperienza multi determinata nella quale interagiscono costantemente fattori fisiologici, psicologici e sociali. Comprendere e quantificare le variabili coinvolte rappresenta il primo passo fondamentale per identificare le modalità di intervento più opportune per ciascuna persona.

Parole chiave: anziano, dolore, strumenti di valutazione

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Capsaicina transdermica ad alta concentrazione (8%): razionale e prospettive nel trattamento del dolore neuropatico

RIASSUNTO

Da molti anni, la capsaicina ha un ruolo nel trattamento del dolore neuropatico, causando la desensibilizzazione del sistema nervoso periferico attraverso un interessante meccanismo d’azione. La capsaicina agisce su una classe di recettori, chiamati recettori vanilloidi (TRPV), situati sulle membrane dei dendriti. In seguito all’attivazione dei recettori, nella cellula fa ingresso un grande quantitativo di calcio, e causa atrofia del dendrite. In questo articolo gli autori espongono una breve storia dell’utilizzo di capsaicina transdermica ad alta concentrazione, le sue indicazioni cliniche nel trattamento del dolore neuropatico e la loro esperienza.

Parole chiave: capsaicina, dolore neuropatico

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Il dolore nel mondo animale: un’altra categoria di pazienti non verbalizzanti

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Gli animali, così come i pazienti umani non verbalizzanti, non sono in grado di esprimere a parole la presenza di dolore, ma, esattamente allo stesso modo degli uomini, sono in grado di provarlo e di subirne tutte le conseguenze: un dolore non controllato e prolungato ha infatti effetti sfavorevoli anche negli animali, potendone compromettere le capacità di guarigione e la qualità della vita. Il trattamento del dolore dovrebbe pertanto rappresentare una componente essenziale anche delle cure veterinarie, ma la difficoltà nell’individuare nell’animale la presenza di stati algici limita spesso l’applicazione di una appropriata terapia antalgica. La comunità scientifica si sta pertanto adoperando affinché tale limite possa essere superato: se si arrivasse a delineare delle linee guida diagnostiche e terapeutiche applicabili per il controllo del dolore animale, si farebbe un grande passo avanti nel garantire anche a questa classe di pazienti il diritto di non soffrire.

PAROLE CHIAVE: animali, CeSDA, diagnosi, dolore

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