Rendere visibili le disuguaglianze: le raccomandazioni ISSHOOs per l’equità nella ricerca sul dolore

La ricerca sul dolore si confronta da tempo con un paradosso strutturale: mentre il dolore rappresenta la principale causa di disabilità a livello globale, i dati socio-demografici necessari per comprenderne le disuguaglianze sono spesso incompleti, frammentari o assenti. L’articolo “Identifying Social factors that Stratify Health Opportunities and Outcomes (ISSHOOs) in pain research, pubblicato su eClinicalMedicine, affronta direttamente questo nodo critico, proponendo un insieme di raccomandazioni condivise per la raccolta e il reporting di dati rilevanti per l’equità nella ricerca sul dolore.

Un progetto globale, costruito per consenso

Il lavoro è il risultato di un progetto triennale (aprile 2022–maggio 2025) che ha coinvolto 304 partecipanti provenienti da 45 Paesi e sei continenti, coordinati dalla ISSHOOs Collaboration Core Research Group. La composizione del gruppo riflette una scelta metodologica precisa: integrare competenze interdisciplinari (ricerca sul dolore, epidemiologia, salute pubblica, metodologia della ricerca) con il contributo strutturato di persone con esperienza vissuta di dolore persistente.

Il percorso di ricerca si è articolato in cinque fasi sequenziali: due scoping review, uno studio Delphi internazionale in tre round, una raccolta supplementare di dati mirata a gruppi sotto-rappresentati, incontri di consenso e focus group multicentrici. L’intero processo è stato pre-registrato, approvato dai comitati etici competenti e condotto secondo i principi EQUATOR per lo sviluppo di linee guida di reporting, a garanzia di trasparenza e rigore metodologico.

Il punto di partenza è una constatazione ormai ben documentata: la mancata raccolta sistematica di dati socio-demografici compromette la generalizzabilità dei risultati, rende invisibili le disuguaglianze e ostacola lo sviluppo di interventi equi. Gli autori sottolineano come, nonostante l’esistenza di estensioni “equity-focused” di linee guida consolidate (CONSORT, PRISMA, GRADE), manchi ancora una risposta pratica alla domanda chiave: quali dati raccogliere e come raccoglierli.

Le raccomandazioni ISSHOOs colmano questo vuoto traducendo i principi dell’equità in strumenti concreti, standardizzati e adattabili a contesti culturali diversi.

Due dataset complementari

Il contributo centrale dell’articolo è la definizione di due insiemi di item:

  • Set A – Minimum dataset: otto variabili raccomandate per tutta la ricerca sul dolore negli adulti. Include età, sesso, identità di genere, luogo di residenza, razza/etnia e/o identità culturale, livello di istruzione, posizione finanziaria e stato lavorativo. L’obiettivo è garantire una descrizione minima ma armonizzata dei partecipanti, utile per valutare generalizzabilità, effettuare analisi per sottogruppi e favorire il pooling dei dati .
  • Set B – Extended dataset: trenta item opzionali, organizzati secondo il framework PROGRESS-Plus, che esplorano fattori contestuali (ad esempio discriminazione, capitale sociale, condizioni abitative, religione). Questo set è pensato per essere selezionato in modo flessibile, in funzione delle domande di ricerca e del contesto studiato .

Entrambi i dataset sono accompagnati da indicazioni operative per i ricercatori e da preamboli informativi per i partecipanti, con particolare attenzione alla sensibilità culturale e all’accettabilità etica.

Il valore della collaborazione e del coinvolgimento dei pazienti

Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro è l’integrazione sistematica del Patient and Public Involvement (PPI). Oltre il 50% dei partecipanti allo studio Delphi e ai focus group aveva esperienza diretta di dolore persistente. Questi contributi non sono stati accessori, ma hanno influenzato decisioni chiave, come l’esclusione della religione dal dataset minimo e la riformulazione degli item su razza, etnia e identità culturale, uno dei nodi più complessi e dibattuti del progetto.

La gestione di questi temi evidenzia la maturità del lavoro: anziché semplificare, gli autori riconoscono le tensioni terminologiche, legali e culturali esistenti e propongono soluzioni flessibili, supportate da linee guida per l’adattamento locale.

Implicazioni per la ricerca e oltre

Gli autori non presentano ISSHOOs come un semplice strumento di reporting, ma come un abilitatore di cambiamento strutturale. L’adozione routinaria delle raccomandazioni può migliorare la qualità delle evidenze, supportare politiche di finanziamento più attente all’equità e fornire a riviste e revisori un benchmark concreto per valutare studi sul dolore .

Pur riconoscendo i limiti di rappresentatività globale e linguistica, l’articolo propone un modello esportabile anche oltre il campo del dolore, suggerendo futuri adattamenti per popolazioni specifiche e per altri ambiti della ricerca sanitaria.

In un panorama in cui l’equità è spesso evocata più che messa in pratica, ISSHOOs rappresenta un raro esempio di traduzione metodologica coerente e condivisa. La forza del lavoro risiede meno nella novità concettuale – l’importanza dei determinanti sociali è nota – e più nella capacità di costruire consenso internazionale su strumenti concreti e utilizzabili.

Per i professionisti della ricerca sul dolore, ma anche per decisori, redattori e finanziatori, questo articolo segna un passaggio chiave: rendere sistematicamente visibile chi partecipa alla ricerca, e chi ne resta escluso, come prerequisito per ridurre le disuguaglianze di salute.

Karran EL, Cashin AG, Chiarotto A, Sharma S, Barker T, Boyd MA, Maxwell LJ, Mohabir V, Petkovic J, Tugwell P, Moseley GL; ISSHOOs Group. Identifying Social factors that Stratify Health Opportunities and Outcomes (ISSHOOs) in pain research: consensus recommendations for the collection and reporting of equity-relevant data. EClinicalMedicine. 2025 Oct 24;90:103586. doi: 10.1016/j.eclinm.2025.103586.
15 dicembre 2025