Un ampio studio nazionale, recentemente pubblicato su Nursing & Health Sciences, offre un quadro inedito dell’impatto del dolore e delle sue determinanti sociali, con dati epidemiologici sulla sua prevalenza e sui fattori associati nella popolazione albanese.
Lo studio ha adottato un disegno cross‐sectional population-based, coinvolgendo 1.424 partecipanti selezionati attraverso un campionamento randomizzato per cluster, rappresentativo delle diverse aree del Paese. La raccolta dati, effettuata tra il 2022 e il 2023 mediante questionari strutturati, ha consentito di stimare la prevalenza di dolore acuto (DA) e dolore cronico (DC), nonché di analizzarne le associazioni con variabili sociodemografiche, cliniche e comportamentali.
I risultati mostrano che il 39,8% della popolazione riferisce dolore acuto, mentre il dolore cronico interessa il 37,1% degli intervistati. Si tratta di valori in linea con i dati europei, ma particolarmente rilevanti se inseriti nel contesto di un sistema sanitario con risorse limitate.
Le sedi di dolore cronico più frequenti sono cefalea e rachide lombare, seguite da piedi, spalle e arti inferiori. Oltre il 40% dei soggetti con dolore cronico riferisce un’intensità moderata o severa, con una netta prevalenza nel sesso femminile.
Un dato critico riguarda la gestione del dolore: oltre il 60% dei partecipanti non assume alcuna terapia analgesica, e solo il 18% ha consultato un medico. Anche tra chi è in trattamento, prevale l’uso di FANS, mentre il ricorso a oppioidi e adiuvanti resta marginale. La soddisfazione per le cure ricevute è bassa, con oltre il 30% dei pazienti dichiaratamente insoddisfatto.
Genere, età e povertà: i principali determinanti del dolore cronico
L’analisi multivariata individua alcuni fattori indipendenti fortemente associati al dolore cronico:
- Sesso femminile, con un rischio quasi doppio rispetto agli uomini
- Età superiore ai 30 anni, con un picco nella fascia 31–50 anni
- Basso reddito annuo (< 1.000 euro)
- Abitudine al fumo e al consumo di alcol
- Durata prolungata del dolore, il predittore più forte della cronicizzazione
Al contrario, un livello di istruzione superiore emerge come fattore protettivo, confermando il ruolo dei determinanti sociali nella salute dolorosa.
Interessante notare che sovrappeso e patologia oncologica, pur associati al dolore cronico nell’analisi univariata, perdono significatività nel modello multivariato, suggerendo un peso maggiore dei fattori socioeconomici rispetto a quelli puramente clinici.
Un problema di equità e diritti
I risultati rafforzano l’idea del dolore come fenomeno biopsicosociale, fortemente influenzato da genere, condizioni economiche e accesso ai servizi. In Albania, dove il reddito medio è basso e i servizi specialistici sono limitati, il dolore emerge come condizione largamente sottodiagnosticata e sottotrattata, soprattutto tra donne, anziani e gruppi vulnerabili.
Lo studio richiama esplicitamente il principio, sancito dalla Dichiarazione di Montréal, secondo cui l’accesso al trattamento del dolore è un diritto umano fondamentale. La situazione albanese evidenzia una distanza significativa tra questo principio e la pratica clinica quotidiana.
Implicazioni per la pratica clinica e le politiche sanitarie
Per i professionisti sanitari, i dati suggeriscono la necessità di:
- rafforzare la valutazione sistematica del dolore in tutti i setting di cura;
- promuovere modelli multidisciplinari e integrati, con un ruolo centrale per infermieri, medici di medicina generale, fisioterapisti e psicologi;
- investire nella formazione specifica sul dolore, ancora insufficiente nel contesto albanese;
- sviluppare strategie di sanità pubblica orientate all’equità, con interventi mirati ai gruppi a maggior rischio.
Questo studio rappresenta il primo riferimento epidemiologico sul dolore in Albania e mette in evidenza una realtà complessa, in cui l’elevata prevalenza di dolore cronico si intreccia con disuguaglianze di genere e fragilità sociali. Per il sistema sanitario, il messaggio è chiaro: il dolore non è solo un sintomo clinico, ma un indicatore di equità, qualità dell’assistenza e diritti di salute. Affrontarlo richiede un cambiamento strutturale, culturale e professionale.
Latina R, Mazzucco W, Mazzola S, Spini E, De Bella DD, Bulfone G, Iacorossi L, Soresi M, Monaco ML, Figura M, Fruscione S, Zarcone E, Costa A, Rocco G, Alvaro R, Anastasi G, Paladini A, Stievano A, Rea T, Cascio AL, Ivziku D, Kellici S, Iozzo P, Varrassi G. Gender Differences and Social Determinants in Pain Prevalence: A Nationwide Study on the Albanian Population. Nurs Health Sci. 2026 Mar;28(1):e70272. doi: 10.1111/nhs.70272. PMID: 41457309.
