Il dolore in Italia: note 2015

Ci sembra interessante chiudere quest’anno di lavoro con un riassunto su quattro punti che riteniamo importanti sullo stato dell’arte del dolore in Italia e su iniziative in progress che prenderanno corpo nel prossimo immediato futuro.
• La relazione tenuta recentemente in Parlamento circa lo stato di applicazione della Legge 38 documenta come questa sia largamente disattesa in molte parti d’Italia. Seppure con sostanziali differenze fra nord e sud del Paese, sono comunque ancora troppe le zone nelle quali della Legge si conosce ancora poco e la sua applicazione è diffusa ancor meno.
• È stata inviata a una rivista internazionale la prima survey italiana sul dolore cronico. Il Narni Pain Study infatti rappresenta il primo e il più consistente studio epidemiologico sul dolore cronico mai realizzato in Italia. Se ancora è prematuro illustrare i dati raccolti, si può rivelare che lo studio ha coinvolto oltre 8.000 persone con una response rate pari a circa il 16%, con oltre 1340 questionari restituiti. Per fare un paragone, la European Survey “Pain Europe” pubblicata nel 2005, stimava e calcolava i valori relativi al dolore cronico in Italia su di un campione non superiore a 300 individui.
• Una segnalazione molto preoccupante viene dall’aver rilevato come il dolore post-operatorio sia ancora poco attentamente valutato e, di conseguenza, poco correttamente trattato. Ciò sottolinea la necessità di lavorare ancora sul piano della formazione e dell’informazione a tutti i livelli.
• Segnali positivi, al contrario, vengono dagli Infermieri. Questo journal raccoglie sempre maggiori consensi e un sempre più ampio bacino di lettori: segno che gli argomenti trattati sono particolarmente avvertiti come importanti dai nostri Infermieri nell’ambito della loro formazione permanente. A questo proposito, l’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, insieme alla Fondazione Paolo Procacci e a Pain Nursing Magazine si sono fatti promotori di iniziative di formazione in diverse parti d’Italia e, nello stesso tempo, stanno pianificando un piano nazionale di formazione che vuole essere tanto attento alle necessità delle singole zone quanto capillare nella diffusione del percorso formativo.
L’editoriale dell’ultimo numero 2015 si è chiuso con l’auspicio, dal Comitato Editoriale e dall’Editor, che il nuovo anno sia felice e proficuo per tutti i nostri lettori, le loro famiglie, i loro affetti più cari e per tutti i nostri pazienti.

Stefano Coaccioli
Editor in chief

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Effectiveness of sensorial saturation in relieving pain in term newborns

ABSTRACT
Aim: to assess the analgesic effect of the sensorial saturation analgesic technique in a large population of newborns.
Material and methods: throughout one year, all babies admitted to the nursery of our hospital (Gestational age greater than 35 weeks) and who received a heel-prick for blood sampling. These babies routinely receive a pain assessment score with a validated pain scale (NIPS: Neonatal infant pain scale). We retrospectively compared the mean NIPS scores of those who received either sensorial saturation or oral sucrose as analgesic treatments.
Results: 2720 babies were included, half received sensorial saturation and half oral sucrose whose mean pain scores ± SD respectively were 0.7±1.3 and 4.77±2.1, with a statistically significant difference between the two groups.
Conclusion: sensorial saturation is effective in newborns older than 35 weeks of gestational age.
KEYWORDS: analgesia, newborn, pain.

Received: November 15, 2015
Accepted: December 2. 2015

Efficacia della saturazione sensoriale nell’alleviare il dolore in neonati a termine

RIASSUNTO
Obiettivo: valutare l’effetto analgesico della saturazione sensoriale in un’ampia popolazione di neonati.
Materiali e metodi: nel corso di un anno tutti i neonati ricoverati presso il nostro ospedale (età gestazionale superiore a 35 settimane) sui quali erano stati effettuati preliev di sangue con puntura al tallone. Questi neonati di solito ricevono un punteggio di valutazione del dolore con una scala del dolore validata (NIPS: scala del dolore neonatale infantile). Abbiamo retrospettivamente confrontato la media NIPS sui neonati che avevano ricevuto trattamenti analgesici o tramite saturazione sensoriale o con saccarosio per via orale.
Risultati: i neonati inclusi sono stati 2.720, metà trattati con saturazione sensoriale e metà con saccarosio per via orale con un livello medio di dolore ± SD rispettivamente di 0,7 ± 1,3 e di 4,77 ± 2,1, con una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi.
Conclusione: la saturazione sensoriale è efficace nei neonati con più di 35 settimane di età gestazionale.
PAROLE CHIAVE: analgesia, dolore, neonato.

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A novel interpretation of VAS Score in assessing acute musculoskeletal pain variation

ABSTRACT
Pain is rather difficult to codify, because its subjective component can prevail over the objective one and thus the level of pain could vary even in the same patient for the same injury. The goal of this study was to observe the changes in intensity of pain for musculoskeletal acute traumas in pharmacologically untreated patients. Furthermore pain change was analysed in relationship to several conditions such as type of trauma, modality of injury, age, ethnicity.
The study design was prospective observational with enrolment of 904 patients. Patients pain intensity was measured at the admission in trauma room of the Emergency Department (ED) and at discharge to obtain the evaluation of pain change. A novel interpretation of the Visual Analogue Scale score to better analyse the pain change was proposed. A pain decrease in a large number of patients following the ED management was detected, whereas a minor number of patients declared no pain change or pain worsening. These findings show that pain from acute musculoskeletal traumas may decrease even without pharmacological treatment; furthermore we observed that in determined circumstances pain worsening may occur more frequently, addressing the need to optimize strategies for pain treatment in those circumstances.
KEYWORDS: emergency department, pain management, patient satisfaction, trauma.

Received: December 2, 2015
Revised: December 15, 2015

Una nuova interpretazione del punteggio Vas nel valutare la variazione del dolore acuto muscoloscheletrico

RIASSUNTO
Il dolore è piuttosto difficile da codificare, per la sua componente soggettiva che può a volte prevalere su quella oggettiva, pertanto il livello del dolore può variare per lo stessa lesione nell’ambito dello stesso paziente. Obiettivo dello studio è stato quello di osservare il cambio di intensità del dolore a seguito di trauma acuto muscolo-scheletrico, in pazienti non trattati farmacologicamente. La variazione del dolore è stata analizzata in relazione alle diverse condizioni: tipo di trauma, modalità della lesione, età, appartenenza etnica. Lo studio è di tipo prospettico osservazionale, con arruolamento di 904 pazienti. L’intensità del dolore dei pazienti è stata misurata all’ammissione nella sala traumi del Dipartimento di Emergenza (ED) e alla dimissione. Proponendo una nuova interpretazione della VAS, per meglio analizzare la variazione del dolore, abbiamo individuato un decremento del dolore in un vasto numero di pazienti, mentre solo un minor numero di pazienti dichiarava nessun cambiamento nel livello del dolore, o un suo peggioramento. Questi risultati mostrano che il dolore proveniente da trauma muscolo-scheletrico può diminuire anche senza trattamento farmacologico; abbiamo inoltre osservato che in determinate circostanze il peggioramento del dolore può incorrere più frequentemente, suggerendo la necessità di ottimizzare strategie di trattamento.
PAROLE CHIAVE: dipartimento d’emergenza, soddisfazione del paziente, trauma, trattamento del dolore

 

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Le conoscenze sul dolore degli studenti del corso di laurea in infermieristica: studio trasversale

RIASSUNTO
Premessa: La tematica del dolore viene affrontata sin dall’ambito formativo di base; nonostante ciò, è noto in letteratura (1, 3-4) che gli infermieri presentano carenti conoscenze e tendono a sottostimare tale problema. Appare utile, come suggerito da alcuni autori, indagare le conoscenze in materia già durante la formazione.
Scopo: Indagare le conoscenze dei futuri infermieri nell’ambito del dolore, presso l’Università degli Studi di Milano.
Materiali e metodi: Studio trasversale condotto tramite l’utilizzo di un questionario validato per il contesto italiano, Italian Nurses’ Knowledge and Attitudes Survey Regarding Pain (35), inviato alla mailing list UniMI degli iscritti al 2° e 3° anno del corso di laurea in Infermieristica attraverso un link SurveyMonkey.
Risultati: Sono state inviate 1137 e-mail; 208 studenti hanno compilato il questionario. L’utilizzo del placebo, l’influenza del dolore sui parametri vitali e sul sonno risultano concetti ancora poco chiari; dal confronto con la letteratura, tuttavia, emerge che le conoscenze degli studenti non si discostano di molto da quelle dei professionisti.
Conclusioni: Lo studio supporta l’ipotesi, presente in letteratura, che la carenza di conoscenze in alcuni ambiti del dolore possa essere affrontata già nella formazione triennale. Sarebbero utili studi su più larga scala, per vedere se i risultati siano confermati e in tal caso consolidare le conoscenze in merito ad alcuni aspetti del problema.
PAROLE CHIAVE: dolore, assistenza infermieristica, conoscenze, studenti.

Ricevuto: 14 dicembre 2015
Accettato dopo revisione il 20 dicembre 2015

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Cognitive behavioral therapy and nursing of chronic nonmalignant pain

ABSTRACT
The origin, course and subsequent maintenance of pain is influenced by psychosocial factors. Because of that, psychotherapy is also used in pain management. This article briefly describes the selected psychotherapeutical approaches. The use of the cognitive behavioral therapy (CBT) is dominant in multidisciplinary chronic nonmalignant pain management, that is why the article concentrates on it. The indication to CBT and profits are defined. This article further reviews briefly connection among some nursing theories and psychotherapeutical approaches and concentrates on CBT and the Roy Adaptation Model (RAM) for nursing practice. Describes similarities between CBT and RAM and their integration into nursing work.
KEYWORDS: chronic pain, cognitive behavioral therapy, nursing.

Received: november 30, 2015
Accepted after revision: december 3, 2015

Terapia cognitivo-comportamentale nel nursing del dolore non-oncologico

RIASSUNTO
L’origine, il decorso e la persistenza del dolore sono influenzati da fattori psicosociali. A causa di ciò, la psicoterapia è utilizzata anche nella gestione del dolore. In questo articolo si descrivono brevemente alcuni approcci psicoterapeutici selezionati. L’uso della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è predominante nella gestione multidisciplinare del dolore cronico non oncologico, e questo è il motivo per cui l’articolo vi si concentra. Vengono definiti l’indicazione per la CBT e i suoi vantaggi, per offrire una sintetica revisione di alcune teorie infermieristiche e gli approcci psicoterapeutici, con particolare attenzione sulla CBT e sul Roy Adaptation Model (RAM) per la pratica infermieristica. Vengono descritte le somiglianze tra CBT e RAM e la loro integrazione nel lavoro infermieristico.
PAROLE CHIAVE: dolore cronico, nursing, terapia cognitivo-comportamentale.

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Il fine vita: le cure palliative e le dichiarazioni anticipate di fine vita

RIASSUNTO
Quello del fine vita è un tema complesso sul quale sono in corso da anni dibattiti sociali, etici, religiosi e politici. Comprende tematiche importanti come il rischio di accanimento terapeutico, le problematiche dell’eutanasia, la sospensione delle terapie, l’idratazione e la nutrizione artificiale, la terapia del dolore, le cure palliative, le dichiarazioni anticipate e il testamento biologico. Si comprende quindi l’importanza di studiare tutti i fattori etici e culturali, al fine di accrescere la consapevolezza della reale portata del problema e provare a concretizzare linee guida standard comuni per gli operatori sanitari.  L’obiettivo dei sanitari deve essere quello di mantenere la migliore qualità di vita possibile, sia nella fase di malattia avanzata in progressione, che in quella prossima alla morte. Una ricerca sistematica nel database elettronico Medline ha permesso di valutare la letteratura scientifica presente sull’argomento e approfondire raccomandazioni ed evidenze scientifiche. Le cure palliative nascono come risposta al non abbandono del paziente e del rispetto della persona inguaribile che viene assistita garantendo la presa in carico globale, assicurando il sollievo dal dolore, la cura di tutte le fonti di sofferenza, fisica, psicologica, sociale e spirituale. Le dichiarazioni anticipate di fine vita ad oggi rimangono al centro di una discussione politico-sociale e sanitaria che sembra non promettere a breve la promulgazione di una legge specifica che garantisca al paziente di rifiutare od accettare un trattamento nella fase terminale della propria vita. La gestione ottimale dei sintomi, innanzitutto il dolore, rappresentano comunque un aspetto fondamentale per evitare decisioni estreme quali l’eutanasia.
PAROLE CHIAVE: fine vita, DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento), cure palliative.

Ricevuto: 6 dicembre 2015
Accettato dopo revisione: 27 dicembre 2015

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La nevralgia di Arnold

RIASSUNTO
La nevralgia di Arnold è una nevralgia da irritazione del nervo di Arnold che origina   dalla branca posteriore della seconda radice cervicale, la sua funzione è sensitiva. È   definita anche nevralgia occipitale. È una patologia rara, anche se probabilmente è più frequente di quanto si immagini, perché spesso è confusa con altre cefalee di tipo cronico e può provocare gravi problemi tanto da risultare, nei casi severi, invalidante. L’articolo descrive il caso di una paziente di 80 anni sottoposta a vari accertamenti e trattamenti prima della diagnosi di nevralgia di Arnold, per la quale è stata trattata con risultati positivi.
PAROLA CHIAVE: nevralgia di Arnold.

Ricevuto il: 18 novembre 2015
Accettato dopo revisione il: 20 dicembre 2015

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